SCRITTI CORSARI – COMIZI CORSARI


Ispirato a Comizi d’amore (1963) di Pier Paolo Pasolini, il progetto porta il linguaggio documentario nelle periferie romane come strumento di cittadinanza attiva, assumendo l’opera pasoliniana non come semplice riferimento storico, ma come vero e proprio dispositivo critico per leggere il presente. A oltre sessant’anni dalla sua realizzazione, Comizi d’amore continua infatti a offrire uno sguardo lucido sulle dinamiche culturali, sociali e simboliche della società italiana, interrogando temi ancora centrali come identità, relazioni, diritti e giustizia sociale.
Promosso da Cultural Inventory ETS — realtà attiva nella produzione culturale, nella formazione e nell’educazione all’immagine — con il patrocinio del Municipio XIV e della Fondazione Charlemagne, il progetto si inserisce in un percorso più ampio di valorizzazione delle periferie come luoghi di produzione culturale e partecipazione. L’iniziativa si svolge presso il Liceo Statale Vittorio Gassman, scuola multiculturale della periferia nord-ovest di Roma, oggi punto di riferimento educativo per un territorio caratterizzato da forte eterogeneità sociale e culturale.
Il laboratorio coinvolge gruppi di studenti e studentesse in un percorso di educazione all’audiovisivo e alla cittadinanza attiva, con l’obiettivo di sviluppare pensiero critico, capacità espressive e consapevolezza sociale. Attraverso l’uso del linguaggio cinematografico e documentario, i partecipanti sono accompagnati in un processo che valorizza la presa di parola, il confronto interculturale e la riflessione sulle disuguaglianze e sulle dinamiche di esclusione.
Il percorso laboratoriale si articola in incontri strutturati che combinano teoria e pratica: dall’introduzione al cinema d’inchiesta e all’analisi di sequenze tratte da Comizi d’amore, alla progettazione di micro-inchieste audiovisive, fino alla raccolta di materiali sul territorio attraverso interviste, immagini e suoni. Gli studenti lavorano direttamente sul proprio contesto di vita, trasformandolo in oggetto di osservazione e racconto, per arrivare infine a una fase di revisione e montaggio condiviso.
Attraverso questo processo, l’audiovisivo diventa uno strumento di inclusione e partecipazione, capace di rafforzare il senso di appartenenza e di promuovere il protagonismo giovanile. Il progetto mira infatti non solo a trasmettere competenze tecniche, ma anche a stimolare una maggiore consapevolezza sui temi della dignità umana, dei diritti e delle relazioni sociali, contribuendo alla formazione di cittadini attivi e responsabili.
Il percorso si conclude con un evento pubblico di restituzione aperto alla comunità: una proiezione dei lavori realizzati, accompagnata da un momento di confronto con famiglie, docenti e territorio. Questo appuntamento rappresenta un’occasione fondamentale di riconoscimento del lavoro svolto dagli studenti e di attivazione di un dialogo collettivo sui temi emersi.
Nel medio-lungo periodo, il progetto si pone un obiettivo ancora più ambizioso: contribuire alla trasformazione degli spazi esterni del liceo in un’arena estiva permanente per la cultura, un luogo aperto e condiviso dove cinema, arti visive e partecipazione civica possano continuare a incontrarsi, rafforzando il legame tra scuola e comunità e valorizzando la periferia come centro vitale di produzione culturale.
Inspired by Comizi d’amore (1963) by Pier Paolo Pasolini, the project brings documentary language into the outskirts of Rome as a tool for active citizenship, treating Pasolini’s work not as a historical reference, but as a critical framework for understanding the present. More than sixty years after its release, Comizi d’amore still offers a powerful lens on the cultural, social, and symbolic dynamics of Italian society, addressing issues that remain deeply relevant today, such as identity, relationships, rights, and social justice.
Promoted by Cultural Inventory ETS — an organization active in cultural production, education, and visual media literacy — and supported by Municipio XIV and the Fondazione Charlemagne, the project is part of a broader effort to reposition peripheral areas as spaces of cultural production and civic participation. The initiative takes place at the Liceo Statale Vittorio Gassman, a multicultural school located in the north-western outskirts of Rome, which today serves as an important educational and cultural hub within a socially and culturally diverse context.
The workshop engages groups of students in a path of audiovisual education and active citizenship, aiming to develop critical thinking, expressive skills, and social awareness. Through the use of cinematic and documentary language, participants are guided through a process that encourages self-expression, intercultural dialogue, and reflection on inequality and exclusion.
The program is structured into a series of sessions that combine theory and practice: from an introduction to investigative documentary and the analysis of selected excerpts from Comizi d’amore, to the design of short audiovisual inquiries, and the collection of materials in the local area through interviews, images, and sound. Students work directly within their own environment, transforming it into a subject of observation and storytelling, before moving into a final phase of collective review and editing.
Within this process, audiovisual media becomes a powerful tool for inclusion and participation, strengthening the sense of belonging and fostering youth empowerment. The project is designed not only to provide technical skills, but also to promote a deeper awareness of human dignity, rights, and social relationships, contributing to the development of active and responsible citizens.
The program concludes with a public event open to the community: a screening of the students’ works, accompanied by a moment of discussion with families, teachers, and local stakeholders. This final event represents a key opportunity to recognize the students’ work and to foster collective dialogue around the themes that emerged.
In the medium to long term, the project also pursues a broader goal: to transform the school’s outdoor spaces into a permanent summer cultural arena — an open and shared venue where cinema, visual arts, and civic participation can continue to intersect, strengthening the connection between school and community while redefining the outskirts as vibrant centers of cultural production.

